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SBAGLIARE LA SELEZIONE

  • Posted on maggio 13, 2012 at 13:50

Alla radice di tutti i “non è possibile” nella ricerca e selezione del personale, si cela una macro situazione che non è stata identificata e che frena in maniera significativa il processo.

Facciamo qualche esempio. In un’azienda in cui non si riuscivano a trovare venditori non esisteva un piano provvigionale vantaggioso per i venditori. In un altro caso l’azienda proponeva contratti capestro chiedendo al collaboratore di restituire segretamente all’azienda parte del suo compenso ricevuto in busta paga. In un’altra azienda, su nove persone idonee (buon cv e buon profilo attitudinale), nessuno di loro era la  “persona giusta”.

 

Qualche volta viene data molta più importanza a interessi particolari o privati di persone dentro l’azienda che all’espansione dell’azienda stessa. In alcune aziende per occuparsi del personale viene usato il criterio dell’“accettabilità sociale” anziché quello della produttività.

Qualunque sia il motivo per cui un’azienda non progredisce, è sempre interno.

Inoltre, è legato ad una cattiva gestione del personale.

Così quando esaminiamo questa situazione, vediamo che ciò che determina quanta sarà la domanda è la qualità del prodotto che viene fornito e le sole cose che limitano l’espansione nel soddisfare tale domanda sono le azioni che impediscono di selezionare e formare il personale, renderlo competente, renderlo produttivo.

Quando l’ufficio del personale commette gli errori qui menzionati e quando il management non si assicura che ciò venga corretto, ci sarà un arresto. È vero, un’azienda è complessa. È vero, la qualità è difficile da mantenere. È vero, c’è da lavorare. Ma se le azioni volte a rifornire le aziende di personale e prendersi cura di esso non sono in funzione, tutto il resto fallirà. Perciò, è questo il punto debole. Un’azienda scarsamente fornita di personale tenderà a contrarsi. Il punto da risolvere è il personale.

 

AUMENTARE LA PRODUTTIVITA’

  • Posted on maggio 8, 2012 at 17:45

La gente va utilizzata. L’attrezzatura va utilizzata. Lo spazio va utilizzato. Imparare a UTILIZZARE, per qualcuno, è una lezione molto difficile. Persone non formate, cattiva organizzazione, macchinari scadenti, spazio inadeguato, tutto tende a ridurre l’utilizzazione da parte delle persone.

La regola è: se ce l’avete, usatelo; se non potete usarlo, sbarazzatevene. Questa regola si applica più specificamente alle persone. Se avete un uomo, usatelo; se non potete usarlo, passatelo a qualcuno che possa usarlo. Se non è di utilità, formatelo in maniera tale che lo diventi.

Chiunque non riesca a ideare modi per utilizzare persone, attrezzature e spazi per ottenere risultati non è degno del nome di dirigente. Al contrario, un dirigente è una persona che può ottenere, formare e utilizzare persone, attrezzature e spazio, così da raggiungere, in modo economico, eccellenti risultati. C’è chi è molto bravo a formare persone, creare sistemi, approntare attrezzature, spazi e proprietà in maniera che possano essere usati. Ma se queste cose passano poi a qualcuno che non le USA, esse cessano di funzionare. 

L’UTILIZZAZIONE richiede che si sappiano quali sono gli obbiettivi/risultati  e che si sappia come produrli.  Un uso improprio delle terre, dei mari, dell’aria e delle masse che compongono il pianeta in cui viviamo porterà alla distruzione dell’uomo e di tutta la vita, e ad un luogo inutilizzabile. Quindi, l’appropriata utilizzazione di qualsiasi cosa è un elemento molto reale. Gli industriali del XIX secolo, così come i monarchi pazzi che innalzavano enormi costruzioni, usavano gli uomini per ridurli allo stremo; non li usavano in maniera appropriata. E non usarli per niente, com’è di moda oggi, è la cosa più fatale di tutte.

L’UTILIZZAZIONE è un argomento vasto. Si applica a risorse, capacità e molti altri fattori. La domanda da porsi in tutti i casi è: “Come possiamo UTILIZZARE questo per ottenere, in modo economico, un risultato eccellente?”.

Il concetto di utilizzare le persone è strettamente legato al concetto di “prendersi cura”; se una persona non viene utilizzata, significa che non ci si sta interessando a lei e che nessuno se ne sta prendendo cura. Questo determina il fatto che la persona non produce risultati, non è messa in condizione di contribuire al gruppo e il suo morale ne risente fortemente. Probabilmente presto se ne andrà.

Un buon dirigente dovrebbe dedicare una parte del suo tempo a girare in azienda, al fine di assicurarsi che le persone abbiano delle attività da svolgere e che tali attività  siano indirizzate a dei risultati. Scoprirà molto spesso delle persone “parcheggiate”, in attesa che qualcuno se ne prenda cura e dia loro degli input. Una persona nuova, per il fatto che ancora non conosce il lavoro e ancora non conosce il gruppo, molto spesso si trova in questa situazione.

COME RIDUCI GLI UTILI

  • Posted on aprile 30, 2012 at 10:36

Le aziende fissano in vari modi, senza rendersene conto, il livello dei loro utili e ne impediscono l’incremento.

Il primo e il più importante è il personale.

In ogni azienda in cui si intraprendono azioni di selezione/reclutamento si manifesteranno resistenze al procacciamento di personale. In ciascuno dei casi il problema è creato internamente. La prima risposta che si riceve è: “Non risponde nessuno agli annunci o “In questa zona si fa fatica a trovare le persone giuste”.

 

Si parte da lì. Alla fine bisogna farsi furbi davanti a questi vicoli ciechi. Alla receptionist bisogna chiedere: “Che cosa dici alle persone che vengono a cercare lavoro?”. E farsi scaltri. “Oh, quelli!” risponde la receptionist. “Naturalmente gli dico che non assumiamo nessuno.”

La soluzione è tagliar fuori tutti quelli che si oppongono in maniera evidente o celata all’ingresso di nuovo personale. E poi usare le procedure standard di selezione.

L’inserimento di una nuova persona, naturalmente, crea dei problemi spaventosi, ad esempio mancano gli uffici, non ci sono abbastanza computer, non c’è nessuno che può seguire la persona appena assunta, etc.

L’adorata calma funerea, così venerata in quell’azienda prima di allora, va a farsi benedire!

Il fatto di rifiutare nuovo personale e tenerlo alla larga è caratteristico di un’azienda. L’istinto naturale di un’azienda è di mantenere lo status quo e rifiutare persone nuove, non di attirarle.

Nell’affrontare questo problema nelle aziende, l’esperienza ci insegna, ahimé, che è più realistico partire da questo presupposto e occuparci della questione da questo punto di vista. La soluzione consiste quindi nell’istituire un percorso privo di intoppi e ostacoli e in questo modo facilitare il processo di inserire persone valide sui vari posti. Bisogna aprirsi un varco tra le resistenze evidenti o nascoste che siano dell’azienda e le resistenze delle persone.

La soluzione di effettuare costanti spostamenti interni per coprire buchi o nuove necessità di personale, in realtà, è solo un sistema per non affrontare tutti i problemi legati al trovare nuovo personale. Non bisogna far naufragare un progetto sottraendogli del personale per iniziarne un altro. BISOGNA TROVARE PERSONALE NUOVO.

L’APPRENDISTATO

  • Posted on aprile 28, 2012 at 14:54

Le industrie, le attività e le professioni di maggior successo nei secoli passati furono ottenuti addestrando la persona come apprendista, permettendole di fare, sotto un’altra persona, un lungo periodo di pratica sull’esatto lavoro che avrebbe dovuto svolgere, prima di considerarla autonoma su quel posto.

L’addestramento sul posto è il secondo stadio di qualunque azione di inserimento di un nuovo candidato e di formazione dello stesso. È essenzialmente una questione di familiarizzazione. Se una persona inizia a occupare un posto o lascia un posto e un’altra vi subentra senza nessun “apprendistato” o senza essersi impratichita, la cosa può rivelarsi veramente fatale.

L’espansione rapida e l’economia in fatto di personale tendono a compromettere la riuscita di questa fase. La sua assenza può avere un effetto molto distruttivo. L’ideale sarebbe di avere sempre qualcuno che sia responsabile di rendere la persona familiare con il suo nuovo ruolo.

Dal punto di vista economico, il lavoro di apprendistato presenta delle apparenti limitazioni. Si devono soppesare le perdite derivanti dal non farlo e il costo derivante dal farlo. Si troverà che le perdite sono di gran lunga superiori al costo, nonostante il fatto che farlo aumenterebbe, almeno di un terzo, il lavoro della persona incaricata di farlo.  Esempio: se viene inserito in azienda un nuovo venditore, il responsabile commerciale incaricato di affiancarlo ha una perdita di produzione personale perché deve dedicare tempo alla nuova risorsa, ma questo investimento in futuro gli porterà ulteriore ricchezza; se non si dedica all’apprendistato, non ha nessuna perdita di produzione nell’immediato ma ha un costo maggiore nel medio periodo, in termini di espansione mancata.

Laddove un’organizzazione ignori questo sistema, la sua economia può decadere fino al punto in cui il sistema collassa in un sovraccarico sulle spalle di poche persone operative, che non hanno più tempo di dedicarsi alla formazione di nuove risorse.

In un’industria di successo, vecchia di due secoli, fu ed è in uso solo il sistema di apprendistato (industria vinicola di Oporto). La qualità del prodotto è l’unica cosa che permette a quest’ultimo di continuare ad essere venduto sul mercato, a livello mondiale. Se la qualità dovesse diminuire, l’industria crollerebbe. L’apprendistato è l’intero sistema che la mantiene.

Si può quindi dedurre che l’apprendistato sia il sistema fondamentale di mantenimento degli standard qualitativi di un’attività. Solo allora la qualità di un’organizzazione potrebbe essere mantenuta alta e la qualità del prodotto garantita.

Se non si selezionano, per un certo periodo, persone nuove, è certo che l’intera azienda sperimenterà presto un declino, e questo soltanto perché non vi è un sistema di apprendistato. Infatti, se non è presente in azienda un sistema che permetta alle persone di essere formate, si arriverà al punto in cui persone nuove non si aggiungeranno e il numero di persone presenti in azienda rimarrà pressoché immutato. L’organizzazione si espande, assegna i posti, promuove della gente senza che abbia fatto l’apprendistato e comincia a perdere il suo vantaggio economico. Di conseguenza si hanno utili bassi, la gente se ne va e poi nessuno può essere più assunto. È un ciclo davvero stupido, dal momento che lo si può evitare abbastanza facilmente assumendo personale a sufficienza e assumendolo abbastanza presto, quando l’organizzazione sta ancora andando bene.

Pensare che il semplice inserimento di un nuovo candidato garantirà un lavoro svolto e dei risultati certi su quel ruolo da quel momento in poi è pura follia. Una pianta, quando è piccola, ha bisogno di essere curata e indirizzata a uno sviluppo ottimale, affinché possa crescere bene e produrre i frutti aspettati in quantità e qualità adeguate.

COME RICONOSCERE CHI TI AIUTERA’ AD ESPANDERE L’AZIENDA

  • Posted on aprile 18, 2012 at 11:12

Alla MBS di Bologna del 17 e 18 Aprile 2012 ho tenuto un intervento sul tema assolutamente attuale di come è cambiato oggi il sistema di fare selezione e di come costruire un gruppo adatto ai nuovi scenari.

Ho pensato di mettere a disposizione le slide dell’intervento: SCEGLI LE PERSONE PER ESPANDERE L’AZIENDA – MBS APRILE 2012